La perla, perfetta e magnifica, in grado di riflettere la luce con quel fenomeno ottico chiamato Oriente: un leggero insieme di colori in movimento sulla sua superficie sferica, che da sempre la rende una delle gemme più amate e affascinanti, simbolo di potere, prestigio e ricchezza.

Eppure, una perla altro non è che una risposta di difesa da parte di un mollusco bivalve (generalmente un’ostrica) a un’infezione qualora un frammento di conchiglia o un parassita entri nei suoi morbidi tessuti. Per difendersi dall’irritazione, il mollusco ricopre tale intruso con strati concentrici di carbonato di calcio, meglio conosciuto con il nome di madreperla, fino a creare nel tempo quell’iridescente e preziosissima sfera che chiamiamo appunto perla.

Ma questo non è un processo così automatico e frequente, tanto che in natura forse un’ostrica su un milione è in grado di lasciarci questo prezioso tesoro.

Il Re delle Perle

“Vorrei adornare di perle il collo di tutte le donne del mondo”

Questo era il sogno di Kokichi Mikimoto, noto al mondo anche come il Re delle Perle, nonché fondatore della Maison Mikimoto.

Re delle Perle perché Kokichi Mikimoto, nel 1893, ha scritto un capitolo importante della storia della gioielleria mostrando al mondo la prima perla coltivata.

Un capitolo che, però, era appena agli inizi e ha richiesto oltre un ventennio di studi, sperimentazioni e lotte per concludersi con un lieto fine.

Se infatti è di Koikichi Mikimoto la prima perla semisferica coltivata, si deve invece al biologo Tokichi Nishikawa e al carpentiere Tatsuhei Mise il brevetto che prevedeva l’inserimento di corpi estranei nelle ostriche per far sì che il mollusco li isoli ricoprendoli di carbonato di calcio fino a ottenere una sfera perfetta. Ma è stato di nuovo Mikimototo, dopo aver acquistato questo loro brevetto ad aver perfezionato ulteriormente la tecnica estendendola inoltre all’acqua salata, attraverso il mollusco che dà il nome alle famose perle Akoya.

Il processo di Parigi e il riconoscimento mondiale

Nel 1921 un giornale londinese ha pubblicato un articolo in cui si diceva che “le perle coltivate e vendute da un certo commerciante giapponese sono soltanto imitazioni di perle vere ed è fuorviante etichettarle come tali”.

L’attacco alle perle coltivate come fraudolente è diventato così veemente da spostarsi in tribunale in una causa in seguito nota come “il processo di Parigi“.

Alla fine, Mikimoto non soltanto vinse la battaglia legale presso la corte francese, ma, grazie a questa, le sue perle divennero di fama mondiale.

La meraviglia di Thomas Edison

A incentivare ulteriormente l’impegno di Mikimoto nel realizzare il suo sogno fu, nel 1928, Thomas Edison, che dichiarò che nel suo laboratorio erano due le cose che non era riuscito a realizzare, ovvero i diamanti e le perle: il successo di Kokichi Mikimoto poteva assolutamente considerarsi come una delle Meraviglie del Mondo.

Un sogno che può diventare anche tuo…

Pioniere nella coltivazione delle perle, curioso e attento osservatore, Koikichi Mikimoto ha inviato abili artigiani in Europa affinché apprendessero le ultime tecniche e stili di design in gioielleria, tra cui l’Art Deco e l’Art Nouveau.
Fondendo l’artigianato tradizionale giapponese della lavorazione dei metalli con le tecniche e le tendenze europee, ha così creato lo stile Mikimoto e con il tempo l’ha portato per il mondo, partecipando a fiere ed esposizioni internazionali, arrivando così a coronare il suo sogno.

A oggi, la Maison Mikimoto è considerata uno dei brand di gioielleria più noti e prestigiosi a livello internazionale ed è per questo che siamo orgogliosi di essere rivenditori autorizzati del marchio.
I frutti più pregiati del mare, come le perle pure dei Mari del Sud, vengono uniti all’oro a 18 carati o platino, diamanti e gemme colorate per creare dei gioielli di prestigio incomparabile.

Non esitare a contattarci o a venirci a trovare in Gioielleria per ammirare la loro bellezza: un sogno che potrebbe diventare tuo, un investimento che dura per sempre.